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Il 7 dicembre 2015, Sea Shepherd Australia Limited ha incaricato l'EDO NSW (l'ufficio legale del Nuovo Galles del Sud che si occupa di questioni ambientali, nota di 2014: Drei tote Zwergwale, illegal auf dem Deck der NISSHIN MARU abgeschlachtet. Die australische Regierung besitzt ähnliches Bildmaterial, doch weigert sie sich, es der Öffentlichkeit zugänglich zu machen. Foto: Tim Watters.traduzione) di presentare richiesta ai sensi della legge sulla libertà di informazione presso il Dipartimento australiano per l'Immigrazione e la Protezione delle Frontiere, allo scopo di ottenere foto o filmati che provino l'attività baleniera condotta dal Giappone in Oceano del Sud nel 2008. 

Nel 2008, il pattugliatore Ocean Viking dell'Agenzia australiana delle Dogane, in cooperazione con i voli di sorveglianza aerea effettuati con aerei A319, ha documentato l'uccisione delle balene in Antartide, nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud. Inizialmente le autorità australiane hanno fornito ai media un numero limitato di prove fotografiche e filmati relativi all'uccisione illegale di balenottere minori, ma qualsiasi tentativo fatto successivamente per ottenere l'accesso completo alle prove raccolte è stato negato. 

Nel 2012, nel 2013 e poi ancora nel 2014, l'EDO NSW ha richiesto, ai sensi della legge sulla libertà d'informazione, le prove che erano state rifiutate perché, a loro dire, la divulgazione delle stesse avrebbe: 

1. Inciso negativamente sul procedimento in atto tra Australia e Giappone, che in quel periodo venivano ascoltati dalla Corte internazionale di giustizia; e

2. Compromesso le relazioni internazionali col Giappone.

A seguito della sentenza emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia ai danni del Giappone, quando il programma di caccia alle balene giapponese venne dichiarato illegittimo, Sea Shepherd e l'EDO NSW hanno nuovamente fatto richiesta ai sensi della legge sulla libertà d'informazione, in quanto le motivazioni del rifiuto addotte in precedenza perdevano di rilevanza in virtù della sentenza della Corte Internazionale. 

Alla richiesta inoltrata ai sensi della legge sulla libertà di informazione deve seguire una risposta entro 30 giorni effettivi. Tuttavia, l'agenzia ha la facoltà di chiedere una proroga. Il 24 aprile 2016, la flotta baleniera giapponese faceva ritorno a Tokyo, dopo aver perpetrato il massacro di 333 balenottere minori nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud e nel Santuario dei Cetacei Australiano, in violazione della legge internazionale e in palese disprezzo della sentenza emessa dalla Corte Federale australiana. Il 29 aprile 2016, più di quattro mesi e mezzo dopo la formulazione della richiesta ai sensi della legge sulla libertà di informazione, Sea Shepherd Australia Ltd e EDO NSW sono stati informati attraverso una notifica che la richiesta di consultazione era stata negata, per via del "danno" che tali immagini avrebbero potuto causare alle relazioni internazionali dell'Australia. 

"Non solo il governo Turnbull continua a non mantenere nessuna delle promesse avanzate in campagna elettorale, con cui si impegnava ad inviare una nave doganale australiana nell'Oceano del Sud per documentare le attività illegali delle baleniere, ma si rifiuta persino di rilasciare la documentazione che prova la barbarie della caccia illegale di 8 anni fa. È scioccante che il governo continui a favorire il Giappone, nonostante lo sfacciato disprezzo manifestato nei confronti della Corte Internazionale di Giustizia", ha dichiarato il direttore generale Jeff Hansen.

"Nel 2009, un elicottero di Sea Shepherd ha documentato la flotta di baleniere giapponesi intente ad arpionare un esemplare femmina di balenottera minore. Ci sono voluti 23 minuti e 40 secondi perché la balenottera arpionata annegasse nel suo stesso sangue. Possiamo solo immaginare gli orrori che vengono custoditi negli archivi storici di Canberra. All'opinione pubblica australiana va ricordato che, nonostante l'azione legale vincente ottenuta presso la Corte Internazionale di Giustizia, la crudeltà e la criminalità continuano ad agire imperterrite nelle immediate vicinanze dell'Australia", ha dichiarato il Capitano Peter Hammarstedt, Presidente di Sea Shepherd Australia Ltd. 

Sea Shepherd Australia Ltd e EDO NSW stanno esplorando nuove motivazioni per richiedere un riesame aggiuntivo. 

Qui è possibile visualizzare la risposta alla richiesta inoltrata ai sensi della legge per la libertà di informazione: https://www.dropbox.com/s/zlbe…/20160429%20-%20Decision.pdf…

Immagine: tre balenottere minori uccise, massacrate illegalmente, sul ponte della Nisshin Maru nel 2014. Il governo australiano è in possesso di filmati simili a questo, ma si rifiuta di renderli accessibili al pubblico. Foto: Tim Watters 

Articolo originale: http://www.seashepherd.org.au/…/turnbull-government-bans-pu…
 





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