Helikopterpilot Brent nimmt Captain Wyanda Lublink auf einen kurzen Flug mit. Foto: Glenn LockitchMentre sto scrivendo queste pagine, siamo in alto mare da 61 giorni e abbiamo navigato 11.000 miglia nautiche, che è più di 20.000 km o 12.000 miglia sulla terra ferma. Per circumnavigare il globo si dovrebbe viaggiare per una distanza di 21.600 miglia nautiche. Negli ultimi 2 mesi abbiamo percorso metà di quella distanza inseguendo bracconieri di balene giapponesi nell’ Antartico.

Mentre transitavamo in uno dei luoghi più selvaggi di questo pianeta, abbiamo fatto diversi incontri con animali marini ed è questa speciale connessione con il mondo naturale intorno a noi, che ci ricorda per quale motivo ci troviamo in Antartico a difenderla.
Chi non si è mai trovato a prua di una nave ed ha ammirato come i gentili giganti vengono a galla e sbattono le loro pinne e ha provato quanto sia magnifica la loro presenza in questo mondo, si chiederà per quale motivo è importante proteggere le balene.

Zwei neugierige Buckelwale nähern sich der STEVE IRWIN, während sie ins Südpolarmeer fährt. Foto: Glenn Lockitch
Le balene hanno un ruolo molto importante per l’ecosistema dell’ Antartico, si trovano in cima alla catena alimentare. Sono dei predatori all’apice, e per questo motivo gestiscono il delicato equilibrio di quelli che si trovano nella catena sotto di loro. Siamo al corrente che togliendo una sola specie dalla catena, le altre specie saranno colpite. Le balene nell’ Oceano meridionale dipendono in gran parte da krill, dei piccoli crostacei che fanno parte del regno dei Euphausiacea. Se dovessimo rimuovere le balene, avremmo un’abbondanza di krill, la quale, a sua volta, causerebbe un aumento di animali che si nutrono di Krill. Questo sembra una cosa positiva per quelle specie, ma con il tempo la sovrappopolazione di queste specie mangerà tutte le specie di cui si nutrono. Questo causerà una catena alimentare sbilanciata.

Ad esempio: nel Nord Pacifico le foche vengono uccise dagli esseri umani. Questo fattore ha un impatto sulle orche della regione, le quali si nutrono di foche. In quanto la quantità di foche diminuisce e le orche devono cambiare la loro dieta. In alcuni luoghi hanno cominciato a mangiare lontre. Le lontre mangiano i ricci di mare. Senza le lontre che gestiscono l'abbondanza dei ricci di mare, si crea una sovrappopolazione di ricci che a loro volta distruggono le foreste di alghe.

Un altro esempio: le balene dell'Antartico vengono uccise dagli esseri umani. Le balene si nutrono di krill. Con un minor numero di balene, che gestiscono l'abbondanza del krill nell'oceano, la popolazione di pinguini aumenta di numero, questo implica che altre specie di pesci di cui i pinguini si nutrono scompaiano.
Così, quando l'Istituto di Ricerca sui Cetacei (la flotta baleniera del Giappone) sostiene che le balene mangiano "le loro" riserve ittiche, trascurano il fatto che uccidendo le balene ci sono altre specie in aumento che a loro volta mangiano il "loro" pesce.

Ein neugieriger Buckelwal im Südpolarmeer. Foto: Chelsea Miller
In un recente incontro con due megattere abbiamo parlato dell'importanza delle feci di balena, non solo per la vita negli oceani, ma anche per tutta la nostra esistenza. La ricerca ha dimostrato che le feci di balena stimola la crescita del fitoplancton. Il fitoplancton è importante non solo come fonte di cibo per il krill e per altre specie in mare, ma elimina anche il carbonio dall'atmosfera e quindi crea un ambiente più pulito e piu sano da respirare, sia per gli esseri umani che per gli animali.

Nach dem Spielen ums Schiff herum, lässt der neugierige Buckelwal seinen Kot zurück. Foto: Glenn Lockitch
Le carcasse di balena sono anche parte della catena alimentare, in quanto nutrono altri animali che vivono negli abissi dei mari. Balene e delfini sono diventati parte dell’industria del turismo di massa. Molte nazioni che prima uccidevano balene, come ad esempio l'Australia, ora si affidano a queste creature intelligenti come fonte di reddito attraverso il turismo. Anche il turismo nell’ Antartico è in aumento, in questo modo la gente può sperimentare la diversità della fauna selvatica dall’altra parte del mondo. Ma questo crea un altro problema, ed è l'inquinamento.

Quest'anno ho davvero iniziato a notare un aumento dei rifiuti marini. Abbiamo trovato molte boe galleggianti nel mare, abbiamo trovato taniche vuote e anche attrezzi da pesca abbandonati. Tutti i detriti marini che incontriamo gli raccogliamo, in quanto penso sia nostra responsabilità farlo, è come raccogliere carta trovata per strada. Reti da posta, abbandonate in mare, provocano una grave minaccia per tutte le vite marine (grandi e più piccole), rimuovendole dal mare togliamo la minaccia per le vite marine.

Helikopterpilot Brent nimmt Captain Wyanda Lublink auf einen kurzen Flug mit. Foto: Glenn Lockitch
La settimana scorsa ho avuto il privilegio di volare con il nostro elicottero e di atterrare su un iceberg. Volevo provare cosa significa essere in mezzo al nulla con niente altro che ghiaccio e fauna selvatica intorno a me. Mentre mi trovavo sull’ iceberg, c'era un intero stormo di procellarie antartiche sedute sull’altro lato dell’iceberg e balene che nuotavano sotto di me in mezzo all'oceano, che sbattevano le loro pinne, stavano trascorrendo un bellissimo momento. Tutto ciò sembrava magico. In quel momento ho sentito ancora più di prima il bisogno di proteggere la nostra fauna. Per milioni di anni la fauna selvatica è stata in grado di mantenere il suo equilibrio. Soltanto quando l'uomo ha interferito con la vita sul pianeta terra, l'intero ecosistema ha iniziato ad essere squilibrato. Dobbiamo proteggere questo ambiente e proteggere le specie che ancora sono fra di noi, prima che sia troppo tardi.

Das Südpolarmeer. Foto: Chelsea Miller